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La
Storia di Rocca di Cave Il
quadrante prenestino, ove è situata Rocca di
Cave, fu anticamente
territorio dei Latini, confinanti a nord con gli Equi e i Sabini, ad
est con
gli Ernici e a sud-ovest con i Volsci. Alla
fine dell’Impero Romano d’Occidente, dopo una
fase di
disgregazione e decadenza, il territorio a sud di Roma vide la presenza
dei
feudatari e dei monaci Benedettini Sublacensi che, sia pure con intenti
diversi, riorganizzarono la società, caratterizzata dalla ripresa
dell’economia
agricola e dal conseguente sviluppo degli insediamenti rurali
frequentemente attaccati
da pirati saraceni e normanni.
Se le ricerche documentali non hanno evidenziato alcuna testimonianza che si riferisca espressamente alle origini del paese, sappiamo però che fra il IX e l’XI secolo, veniva chiamato “Castello dei Santi Tre” dai titolare delle chiese ivi esistenti di Santa Maria, San Pietro e San Michele Arcangelo. Siamo inoltre a conoscenza che il nome di Rocca di Cave compare per la prima volta nel 1125. Rocca
di Cave, conquistata nel 1101 da Pietro
Colonna, fu quasi sempre
proprietà della famiglia Colonna fino alla fine del XIX secolo,
attraverso
vicende che vedono brevemente Rocca di Cave venne
unita a Cave
durante
l’occupazione francese, alla
cui conclusione riottenne la sua autonomia. Una
targa commemorativa, posta nella sala
consiliare, ricorda la
autonomia amministrativa riconquistata per l’intervento di Giulio
Venzi,
deputato del Regno d’Italia. Gli alberi della pineta, a sud dell’abitato, vennero piantati in memoria dei caduti della Prima Guerra mondiale e si aprì una strada carrabile.
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Associazione
Turistica Pro Loco di Rocca di Cave
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